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Strafexpedition ed Austria La Parte italiana La memoria del soldato Bibliografia É abbastanza singolare come, dopo 80 anni
dalla fine della Grande Guerra, pochi, in Italia, abbiano ritenuto
opportuno analizzare la vasta memorialistica italiana riguardante
la Grande Guerra. Il libro di M. Isnenghi, "Il mito della grande
guerra" (Bari, Laterza 1970) è senza dubbio uno di questi
pochi in grado di proporre, infatti, una analisi della formazione
dei mito bellico attraverso la rivisitazione degli scrittori e letterati
che ci hanno tramandato memorie personali. Tuttavia questa elegante
trattazione del culto della guerra, come "farmaco culturale",
non analizza le fonti memorialistiche ritenute spesso meno nobili
dal punto di vista letterario. Ci riferiamo alle testimonianze di
illetterati ed alla storia tramandata a voce (oral history), un
genere storico-letterario che riscuoteva successo soprattutto in
Inghilterra. Lo stesso Isnenghi, per altro, ne aveva auspicato la
diffusione in un intervento sulla rivista Passato e Presente, anno
1986, a commento dell'interesse letterario suscitato dai nuovi approcci
alla storiografia riguardante la Prima Guerra Mondiale. Il grande
interesse che circonda gli eventi della Prima Guerra Mondiale (che
risulta, almeno in alcune città, in una rapida vendita e
consumo di libri antichi e moderni di storia contemporanea), avrebbe
dovuto in qualche modo incoraggiare una simile opera. Cru distingueva cinque tipi di memorie di guerra: Innanzitutto il diario di guerra o journal - detto
anche carnet o quaderno privato, giornale, memoriale - si caratterizzava
dalla presenza di paragrafi contrassegnati dalle date degli eventi.
Le date erano garanti della sua autenticità poiché
consentivano il controllo dell'esatta dimensione spazio-temporale
dell'avvenimento descritto. La forma con cui era scritto poteva
essere laconica, con scarne annotazioni e forse sgrammaticata. Essa.
tuttavia, rappresentava la verità com'era apparsa all'autore
delle annotazioni. MEMORIE E STRAFEXPEDITION 1916 L'offensiva austro ungarica nel Trentino meridionale,
iniziata il 15 maggio 1916 e conclusa virtualmente un mese dopo
con una ritirata strategica austriaca, non ci ha tramandato una
grande abbondanza di memorialistica di guerra. Ernst Wißhaupt, TIROLER KAISERJÄGER IM WELTKRIEG 1914-1918, (Wien, Amon Franz Göth, 2 voll) corposa storia dei reggimenti Kaiserjäger che alterna una narrazione epico celebrativa ad estratti di testimonianze. É particolarmente interessante la parte legata all'inizio dell'attacco sull'altopiano di Melegna e la parte relativa ai combattimenti del Pasubio; A. graf Bossi Fedrigotti, KAISERJÄGER RUHM UND ENDE (Nach dem Kriegstagebuch des Oberst v.Cordier), Graz Leopold Stocker Verlag 1977) una interessante storia dei reggimenti alpini tirolesi tratta gran parte dal diario di Tassilo Cordier von Löwenhaupt ma con grossi contributi tratti da saggi, storie ufficiali, altre memorie tanto da diventare una antologia dedicata al fronte italiano; Viktor Schemfil, DAS K.U.K. INFANTERIE-REGIMENT NR.3 DER TIROLER KAISERJÄGER IM WELTKRIEG (Bregenz, Z.N. Deutsch, 1926) storia ufficiale del 3 Kaiserjäger, inedito; Anton Mörl, DIE STANDSCHÜTZEN IM WELTKRIEG, (Wien, Innsbruck, Tyrolia Verlag 1934) raccolta celebrativa delle gesta dei reparti territoriali tirolesi addestrati dai circoli di tiro a segno e assegnati alla difesa del Tirolo al momento dell'entrata in guerra contro l'Italia. L'autore raccolse numerose testimonianze di storie verbali e diari scritti di ufficiali austriaci; Anton Mörl, STANDSCHÜTZEN VERTEIDIGEN TIROL, (Innsbruck 1958) è la quasi ristampa del precedente interessante lavoro, con opportuni ampliamenti; sempre sullo tema è DAS WERDEN DES TIROLER STANDSCHÜTZENKORPS, di R. Pfersmann von Eichtal (in Militärwissenschaftliche Mitteilungen, Jahrgang 1932, Heft 3/4) articolo da rivista. Tra le molteplici storie di unità militari, sintesi a metà strada tra la memoria ed il diario di campagna, sono da segnalare lavori inerenti all'offensiva in Tirolo di evidente intento celebrativo ma ricchi di spunti critici come : UNSERE RAINER IM WELTKRIEG 1914/18 - Herausgegeben vom K.u.K. I.R. Erzherzog Rainer Nr.59 vom K.u.K. Kriegpressequartier genehmigt, (Salzburg 1918) ha un maggior interesse storiografico in quanto redatto da anonimi come una memoria ufficiale del reggimento salisburghese. L'epoca della sua pubblicazione, in pieno disfacimento della nazione austriaca, lo rende talora incline all'autoesaltazione prestando fede al mito dell'eroe austriaco, contro lo Schicksal avverso di cui approfitta il nemico barbaro. Numerose date e cifre abbastanza attendibili tuttavia ne sollevano il tono generale; Hoen Max ritter von, GESCHICHTE DES SALZBURGISCH-OBERÖSTERREICHISCHEN K.U.K. INFANTERIE-REGIMENTES ERZHERZOG RAINER NR.59 für den Zeitraum des Weltkrieges 1914-1918 (Salzburg, Selbstverlag Rainerbund 1931), considerato la vera storia ufficiale del reggimento di Salisburgo, è un imponente volume in gran parte ambientato sui campi di battaglia dell'Alto vicentino. L'unità si trovò in pratica a vivere sull'altopiano di Tonezza. Il suo X battaglione prese parte alla conquista del Cengio; Hoen Max ritter von, GESCHICHTE DES EHEMALIGEN EGERLÄNDER INFANTERIE-REGIMENTS NR. 73 (Wien, Göth 1939) il reggimento in prima linea contro il colle di Costesin nel piano di Vezzena e poi sullo Zebio e a Cesuna, importanti località di guerra sull'altopiano di Asiago; Sauer e Kenzian, I.R.14 EIN BUCH DER ERINNERUNG AN GROßE ZEITEN 1914-1918 (Linz, Feichtingers 1919) storia ufficiale del 14° Rgt. Von Hessen di Linz noto per l'attacco sull'altopiano dei Fiorentini e per la battaglia dell'Ortigara del 1917. Strohschneider Hermann, DAS SCHÜTZENRGT. GRAZ N.3 IM WELTKRIEG 1914-1918 vol.II Graz 1932 4. L' autore fece parte del II btg. del 3º Rgt. Schützen di Graz impiegato nell'attacco del 20 maggio in direzione di Asiago. Alcuni passi della sua testimonianza compaiono in Karl Schneller, 1916, MANCO' UN SOFFIO a cura di G.Pieropan ,Milano,Mursia 1987. Questa antologia presenta anche racconti di Karl Woschnagg, zappatore aggregato ai reggimenti Kaiserjäger, Arthur Birnkopf del 1º Rgt. Landesschützen in azione in Vallarsa, Richard Fauser del II/1º regg. Kaiserjäger in azione sul monte Novegno. (per il Fauser vedi anche NON TOCCARONO IL VERDE PIANO a cura di P. Marchi Schio) ; Schwarzleitner Chlodwig, EIN EHRENTAG DES III KORPS (LAVARONE) (in Österreichisch Wehrmacht Zeitung, 1922, Nr 4), articolo sul corpo d'armata all'attacco di Asiago; Kerchnawe Hugo e Ottenschlager Ernst, EIN EHRENBUCH UNSERER ARTILLERIE (2 volumi, Wien Göth 1935-36) interessante data la particolare importanza dell'artiglieria nel corso dell'offensiva. E' un opera che raccoglie testimonianze plurime e racconti di azioni militari di artiglieria, nonché utili dati tecnici; Lichem Heinz, SPIELHAHNSTOß UND EDELWEIß. DIE GESCHICHTE DER KAISERSCHÜTZEN (ovvero Landesschützen) (Graz 1977 Leopold Stocker Verlag). Storia fotografica della Landwehr tirolese e del suo infruttuoso attacco in Vallarsa contro il passo Buole; Ehnl Maximilian, DAS X.BATAILLON DES OÖ K.U.K. IR 14 IM WELTKRIEG (Linz 1932) la riserva del reggimento Von Hessen che operò in Val Posina e nella battaglia del Novegno (Giugno 1916); Haubenberger Leo, BATAILLON IV/84 IM WELTKRIEG, racconta in breve l'attacco al Col Santo ed al Pasubio; Vogelsangs freiherr von Ludwig, DAS STEIRISCHE INFANTREGT. NR 47 IM WELTKRIEGE (Leykam, Graz, 1932)) descrive le azioni del 47º regg. della 28ª divisione impiegata contro la linea dell'Assa e poi sul Kaberlaba; DAS INFANTERIEREGT. NR 27 IM WELTKRIEG, (Selbstverlag Graz 1918), racconta dell'attacco alle Melette assieme ai bosniaci del 2º bh; sullo stesso reggimento vedere anche Eduard Fröhlich, Geschichte des Steirischen IR Nr 27 (Carinthia, Klagenfurt) con importanti testimonianze sulla battaglia delle Melette; DIE ZWEIERSCHÜTZEN IM WELTKRIEG, (Linz, Feichtingers, 1929) ed il seguente; Anton Sichestiel, DAS K.K. SCHÜTZENREGIMENT St. POLTEN NR 21, (Wien 1930) narrano le vicende della caduta del Cengio; Alla classe dei ricordi di guerra appartengono
alcune opere di austriaci di lingua tedesca tra cui lavori molto
conosciuti dai lettori italiani come quelli del famoso Fritz Weber,
tuttavia troppo prolifico di scritto per essere stato testimone
di tutto e con tutti. Hartungen Cristoph, Steurer Leopold, LA MEMORIA DEI VINTI intervento in LA GRANDE GUERRA (a cura di Leoni e Zadra, Bologna, Il Mulino 1986) che parla delle memorie e della letteratura popolare sudtirolese. Qui gli autori fanno notare come i ricordi personali sono spesso inaspriti dall'odio verso il nemico atavico "Welsch" e permeati di orgoglio ferito per l'appartenenza ad una nazione non tedesca parteggiando più per Hitler che per la vecchia duplice monarchia. Particolarmente interessante la descrizione del fallimento dell'offensiva del 15.6.1916 in Asiago presente nell'antologia e tratta dal DIARIO DI GUERRA DELLA 4 BATTERIA DEL 28 REGGIMENTO IMPERIALREGIO DI ARTIGLIERIA CAMPALE di autore ignoto. I ricordi di guerra più noti sono senz'altro i seguenti titoli : Blaas Rudolf, Hohenleitner Oswald, EIN GEDENKBUCH ZUR ERINNERUNG AN DIE 10 JÄHRIGE WIEDERKEHR DER FEUERTAUFE 1914-1924 (Innsbruck, Tyrolia 1924) interessante opuscolo commemorativo dei Kaiserjäger con importanti diari di guerra tra cui il noto (ad alcuni indigesto) diario di Richard Fauser sull'attacco sull'altopiano dei Fiorentini; Bodo Kaltenböck, ARMEE IM SCHATTEN,(München Georg D. Callwey Verlag 1936) dove si trovano rari richiami cronologici inframmezzati con molti episodi di vita comune al fronte. Il tono generale è abbastanza retorico e ricco di espressioni di aulico patriottismo ed il passo che cita l'offensiva del 1916 troppo ridotto per essere utile alla ricostruzione degli eventi; Bruno Spitzl, DIE RAINER, Als Feldkurat mit IR 59 im Weltkrieg,( Innsbruck, Wien Tyrolia Verlag 1938) diario di guerra dettagliato del cappellano militare del reggimento 59 salisburghese. La narrazione è precisa e molte date e citazioni geografiche puntualizzano le riflessioni del curato. In particolare viene descritto l'ambiente dell'altopiano di Tonezza e, come ci si aspetta da un sacerdote, la narrazione bellica cede il passo alla quotidianità come nel paragrafo Cimone Winter; Fritz Weber, DAS ENDE EINER ARMEE Ein Volksbuch
vom österreichisch-italienischen Kriege 1915-1918, (Leipzig,Wien,Berlin,
1933 e München Eher 1938), (in italiano tradotto in Tappe
della disfatta - poi La fine di un esercito - Milano 1978 Mursia
trad. R. Segala) è il vero memoriale Weber che palesa sincera
umanità ed indulge poco nella retorica patriottica. "Liberazione"
è il paragrafo in cui l'ex tenente del forte Verle racconta
la sua Strafexpedition dopo un intero anno di sofferenza all'interno
della fortezza bombardata dagli italiani. La sintesi di tale
sofferenza è qui espressa: Fritz Weber, FEUER AUF DEN GIPFELN. SÜDTIROLER ALPENKRIEG (Regensburg Manz 1932, o ALPENKRIEG Klagenfurt, Wien Kollitsch 1935) (in italiano tradotto in Guerra sulle Alpi Milano 1978 Mursia) una grande raccolta di testimonianze in parte personali, in parte lette su altre memorie o saggi. Il capitolo che riguarda la Strafexpedition si intitola "Dies Irae" e scorre fluidamente con un tono generale quasi giornalistico intriso di fierezza patriottarda. Lo stile appare un deciso superamento della memorialistica retorica e celebrativa ed inaugura un nuovo genere di reportage a metà tra racconto e saggio con qualche piccola pretesa lirica. Tale genere farà da guida ai celebri libri di Gianni Pieropan conosciuti in Austria molto più che nei circoli storici italiani; Trenker Luis, SPERRFORT ROCCA ALTA Meine Zeit 1914-18 (München, Berg Verlag 1977) racconta la guerra di un alfiere di artiglieria da fortezza, parte della guarnigione di 240 uomini del forte Verle (rinominato Rocca Alta) sull'altopiano di Asiago-Lavarone e commilitone di Fritz Weber. É questo un vero e proprio testo di ricordi di guerra redatti in prima persona con una assoluta precisione dei riferimenti geografici. Il libro si raccoglie sugli episodi di vita comune più che sulla guerra tratteggiando interessanti ritratti umani (l'autore è stato noto regista e sceneggiatore cinematografico); Gottinger F., STURMBATTERIE (Graz, Verlag der Alpenland, 1937) altra opera importante sull'artiglieria. Sono spesso citate in bibliografia anche le seguenti
testimonianze in qualche modo legate all'offensiva del 1916 ed appartenenti
a ricordi di guerra non estremamente dettagliati: Saffert Erich, MIT DER EDELWEIßDIVISION BIS ZUM MONTE CIMONE (Berlin 1936); Veltzé Alois, UNSERE KÄMPFE IN SÜDEN - EPISODEN AUS DEN KÄMPFEN DER ÖSTERREICHISCH-UNGARISCHES WEHRMACHT IM WELTKRIEG 1914/17 (Wien, Manz 1917); Contag A., KAMPF UM TIROL (Berlin, Braunbeck 1918); Fröhlich E., DER KAMPF UM DIE BERGE TIROLS (Bregenz 1932) con interessanti spunti sulla lotta in Pasubio; Mettelbeck U., DER DOLOMITENKRIEG (Frankfurt 1979) interessante per qualche documentazione della lotta sul Pasubio, ma soprattutto per gli anni 1917-18. Al romanzo di guerra (Kriegsroman), genere estremamente popolare nei paesi di lingua tedesca, appartengono lavori di buona qualità come: Trenker Luis, BERGE IN FLAMMEN (Berlin, Von Knaur Verlag 1936) romanzo di guerra che racconta le disavventure del Kaiserjäger Florian Dimai nei giorni fatali del Sudtirolo. L'opera è più famosa per la descrizione dei combattimenti in alta montagna (Tofane, Marmolada) ed alterna momenti celebrativi a piccoli episodi lirici di notevole fascino; Hofbauer Joseph, DER MARSCH INS CHAOS in italiano
Marcia nel caos, Diario di guerra austriaco (Milano, Corticelli
1934) un lavoro estremamente vivo e palpitante che racconta non
proprio un diario di guerra ma la guerra di un borghese boemo abitante
a Vienna: certo Dorniger. I luoghi descritti nel testo sono reali
ed altrettanto realistiche sono le azioni riassunte. In particolare
si segnala tutta la parte che presenta la preparazione della Strafexpedition
ed il trasferimento della divisione dall'Isonzo al Tirolo. La narrazione
è qui ancora più strettamente legata ad aspetti umani
che in Weber e spesso traspare una condanna della guerra,
nonché la parziale estraneità del protagonista ad
essa. Dorniger è un "terza categoria", miope che
porta gli occhiali e non ha nulla di "K.u.K." imperialregio
eroismo. Ama Vienna e l'Austria ma non cessa mai di notare l'estrema
idiozia di alcune situazioni. Di sentinella in trincea: Alla classe delle riflessioni di guerra appartengono soprattutto opere di personaggi appartenuti allo Staff dello Stato Maggiore austroungarico e quindi non a combattenti. I lavori più conosciuti ed interessanti, spesso buona amalgama tra saggio e ricordo, appartengono a: Chletus Pichler, DER KRIEG IN TIROL 1915-1916 (Innsbruck Pöhlschröder 1924) parte integrante un opera sulla storia del Tirolo; Gen. Viktor Dankl, ZUR OFFENSIVE 1916 AUS TIROL (Wien; articolo in Militärwissenschaftliche Mitteilungen, Jahrgang 1933, Heft 7); Schneller Karl, 1916, MANCO' UN SOFFIO (Milano 1987 Mursia) con il diario inedito dell'ideatore del piano d'attacco all'Italia in Trentino; Reutter Arthur Edler von Vallone, BARBARA UND GUDRUN, DIE ZWEI ERSTEN ÖSTERREICHISCH-UNGARISCHEN 38cm - HAUBITZEN M. 1916 (Wien 1937) ovvero la storia dei due obici da 380 mm appostati a Folgaria e Luserna; Fabini Ludwig von, MONTE PRIAFORA' (articolo in Militärwissenschaftliche Mitteilungen, Jahrgang 1931, Heft 11/12) un saggio generale con riferimento all'attacco dei Kaiserjäger sul Novegno; Gärtner M., EINE VERSÄUMTE GELEGENHEIT - DER 15. JUNI BEI ASIAGO (in Österreiches Wehrmacht Zeitung 1929, Nr.23, 24). Infine è necessario ricordare alcuni testi che hanno introdotto un nuovo genere di memorialistica visiva, l'album fotografico della guerra. Di essi ricordiamo i quasi introvabili : Herczeg Géza, AVANTI, KéPEK AZ OLASZ HARCTéRRÖL (Budapest, Atheneum 1916), album di foto del fronte italiano con testo ungherese; Jaconcig Guido, TIROLER KAISERJÄGER IM WELTKRIEG Eine Regiments Geschichte in Bildern (Innsbruck, Wagner 1931). LA PARTE ITALIANALa memorialistica italiana è ovviamente
da noi più conosciuta e più facilmente reperibile
di quella austriaca. Si può a ragione affermare che, al suo
interno, tutti i generi sono rappresentati, dal diario di guerra,
al romanzo ed ai saggi critici. Il primo dopoguerra vide una immensa
fioritura di quaderni, memorie, ricordi e sfoghi polemici culminanti
nel tentativo di esorcizzare il simbolo morale del disastro di Caporetto,
di cui la Strafexpedition aveva rappresentato un sinistro prodromo.
Il regime fascista incoraggiò la produzione di opere inneggianti
al valore italiano e di lavori che esaltavano l'apporto della "nostra"
guerra al conflitto europeo. Tuttavia solo dagli anni '50 in poi
si assistette alla raccolta di testimonianze verbali, di storia
orale e diari inediti così vivaci da rivoluzionare il concetto
stesso della guerra, facendone apparire i molteplici lati aberranti,
magari con alcuni decenni di ritardo rispetto a paesi come Francia
ed Inghilterra. LA MEMORIA DEL SOLDATO - TRENTINO 1915-1916Il fenomeno dei diari di guerra in Italia si è
sempre confrontato con l'esigenza formale di presentare opere stilisticamente
pregevoli e di facile lettura. L'opera attiva di numerosi scrittori,
poeti e letterati ha fatto prediligere la forma dei ricordi talora
romanzati di guerra e delle antologie di racconti, un tempo famose
in ambito scolastico. Opere brutalmente sgrammaticate o dialettali,
in grado però di vivacizzare episodi raccontati nella loro
immediatezza, non furono mai pubblicate, salvo qualche rara eccezione.
Tutti i diari editi mostrano oggi di risentire di evidenti manipolazioni
stilistiche e, purtroppo, talora non sembrano storiograficamente
esemplari. Tutti i diari di guerra comparsi in libreria dal 1922
al 1940, risentono oltretutto in maniera fastidiosa di una retorica
pesante, noiosa per il lettore moderno. E - detto che del 1915 restava
poco da tramandare ai posteri - giocoforza fu proprio la Strafexpedition
a mobilitare i primi memorialisti italiani sulla scia del vate D'Annunzio. Frescura Attilio, DIARIO DI UN IMBOSCATO (Milano,
Mursia 1981) è il classico diario di guerra con date bene
in evidenza e circostanziato. Il lavoro ha avuto varie edizioni
e non tutte integrali, dati i contenuti talvolta poco inneggianti
alla guerra. Frescura è un territoriale che diventa combattente
ed osserva con acutezza i volti della guerra e ne sottolinea le
assurdità : Suppi Luigi, DIARIO DI GUERRA (Schio, dattiloscritto presso la Biblioteca Civica) diario di un ufficiale di complemento del battaglione alpino VICENZA che descrive i combattimenti violenti sull'altopiano di Tonezza dopo il 15 maggio 1916. E' un prototipo di memoria bellica scritta con date e brevi, secche annotazioni la cui attendibilità è sicura (appare anche dal confronto con le fonti austriache); Albertazzi Amleto, L'INFERNO CARSICO (Bologna, Cappelli 1933) diario di guerra interessante di un tenente appartenente al 209° reggimento fanteria - brigata Bisagno in linea tra Posina e fondo Val d'Astico; Cornali Gino, UN FANTE LASSU' (Milano. La Prora 1934) memoria di un soldato appartenente alla brigata Padova impiegata di rinforzo prima nel settore Val Lagarina - Passo Buole e poi sullo Zovetto; Oro gen. Pasquale, PAGINE EROICHE (Udine, Del Bianco 1933) un diario di guerra molto circostanziato anche se appartenente al generale comandante la 34ª divisione e poi il settore Agno-Posina. In particolare la sezione dedicata agli avvenimenti in Vallarsa tra il 15 e il 19 maggio 1916 è vivace ed interessante ; Perrini Mario, DA MONTE CENGIO A MAGNABOSCHI briciole di storia raccolte da un granatiere vol.IV maggio-giugno 1916 (Roma, Unione editoriale d'Italia 1938) diario molto militaresco nel linguaggio e tendente all'esaltazione dell'eroismo italiano contro i "perfidi" austriaci. Il testo tuttavia è anche ricco di vita quotidiana e tratteggia tipici personaggi da trincea; Ferrari Umberto Silvio, RICORDI DI GUERRA (Schio, Pasubio Ed. 1923) diario di guerra molto circostanziato e preciso nel descrivere l'assurda ritirata delle truppe respinte in Val Terragnolo (brigata Roma 79° regg. fant.) tra le nevi del Col Santo (Pasubio). La testimonianza anche se redatta all'inizio degli anni '20 presenta uno stile scarno, essenziale e privo di inutile retorica tanto da assimilarla a lavori più noti come quello di Attilio Frescura; Gasparotto Luigi, RAPSODIE (Diario di un fante) (Milano, Treves 1924) altra opera famosa redatta da un deputato proiettato in prima linea. Purtroppo i passi legati all'offensiva del 1916 sono postumi e redatti basandosi su fonti letterarie poiché l'autore non ebbe a combattere nel Trentino dal maggio al giugno 1916. Sono tuttavia molto valide le descrizioni dei luoghi dell'offensiva in Trentino, fatti dall'autore nel 1915, in prima linea; IL DIARIO DI DAMIANO CHIESA, a cura di Mario Gazzini (Milano, Editoriale moderna 1936) per lo più diario del periodo studentesco a Torino e non comprende il periodo della Strafexpedition né esamina il momento della cattura; Bertoli Piero, LA GRANDE AVVENTURA 1915-1918 (Milano, Baldini e Castoldi 1969) bersagliere autore di una notevole memoria vissuta anche come protagonista della battaglia di Asiago. Impiegato sull'altopiano per contenere l'impeto austriaco assieme ai fanti della brigata Lombardia assiste ad episodi descritti con animo eroico tanto da sembrare aspirazioni piuttosto che testimonianze. Non manca tuttavia qualche episodio poco eroico o di condanna come l'uso di plotoni di esecuzione improvvisati per i disertori. In conclusione è un diario dettagliato e degno di essere letto con attenzione; Ghisalberti Alberto M., RICORDI DI UNO STORICO ALLORA STUDENTE IN GRIGIOVERDE (Guerra 1915-18) (Roma Edizioni dell'Ateneo 1982), di cui il capitolo X, sull'altopiano di Asiago, rende noto come i rinforzi furono avviati al fronte (non proprio come raccontato dalla storiografia ufficiale) e come furono impiegati. Ghisalberti combattè nei ranghi della brigata Modena, settore m.Cengio - Cesuna; Coda Valentino, DUE ANNI DI GUERRA CON LA BRIGATA LIGURIA (Milano, Sonzogno 1919) uno dei diari più conosciuti. Scritto con stile aulico e con qualche poetico trasporto, il lavoro è in ogni caso estremamente importante soprattutto per i combattimenti sul monte Zovetto ; Quaglia Mario, LA GUERRA DEL FANTE (Milano, Mundus 1934) con alcune belle pagine che descrivono l'arrivo di rinforzo e la presa di posizione sullo Zovetto; Caccia Dominioni Paolo, 1915-1919 (Milano, Longanesi 1970) diario di guerra preciso e di taglio giornalistico. La parte che riguarda il 1916 ci porta nelle retrovie del fronte al momento cruciale ma per solo pochi giorni; Lussu Emilio, UN ANNO SULL'ALTOPIANO (prima edizione
Torino, Einaudi 1945) rappresenta un caso a parte poiché
presenta ricordi della guerra trascorsa con la brigata Sassari sotto
forma di romanzo di guerra alterando i riferimenti alle persone
ed alle unità coinvolte. Il perché lo precisa lo stesso
Lussu: Pastorino Carlo, LA MIA GUERRA (LA PROVA DEL FUOCO e LA PROVA DELLA FAME), (ristampa Marietti, Genova 1989) altro lavoro interessante proposto come racconto personale in cui fatti e luoghi si riconoscono piuttosto facilmente. Parla infatti dello sbarramento in Vallarsa dopo la caduta del Col Santo; Zino Mario, DOVE SEI STATO ..., (Montes, Torino 1933) diario di un alpino del btg. monte Arvenis di cui restano numerosi e vivaci quadretti di vita e di combattimento. Particolarmente avvincente la descrizione dell'attacco al Cucco di Pozze nel luglio 1916; Altri ricordi di guerra personali citati nelle bibliografie sono: Fortini Arnaldo, I NOSTRI CADUTI (Foligno, Assisi, Accademia del Subasio 1923) con pagine sui combattimenti sull'altopiano di Tonezza; Tenente Anonimo, GLORIE E MISERIE DELLA TRINCEA (fronte italiano 1915-1918) (Milano, Marangoni 1933); Soldato Anonimo, LA TRINCEA vol. 1 e 2 (La Grafica Pisana, Pisa 1978) diario di un fante della brigata Pistoia che fu a Ponte Schiri presso Cogollo; De Bono Emilio, LA GRANDE GUERRA COME L'HO VISTA E COMBATTUTA IO (Milano, Mondadori 1935), il comandante della brigata Trapani in linea a Cesuna nel giugno 1916; Maffei Italo, DALL'ISONZO A MLADA BOLESLAW (Bologna, Scuola Grafica Salesiana 1968) sottotenente del 125° reggimento fanteria Spezia; Montanari Giuseppe, FOGLIETTI SPARSI DI UN TACCUINO DI GUERRA (Varese 1968 Tecnografica) combattente in artiglieria da montagna nella controffensiva e nel 1917 all'Ortigara; Corti Rinaldo, LA GUERRA DI UN CONTRARIO (1915-1918) (Varese 1968 Tecnografica) cronaca di un alpino al Passo Buole in Vallarsa; Formigari Francesco, CLASSE DI FERRO (Panorama, Milano 1936) diario sotto forma di piccoli racconti, che presenta la "liberazione" di Cesuna e Asiago; Gadda Carlo Emilio, GIORNALE DI GUERRA E PRIGIONIA (Firenze, Sansoni 1955) opera di notevole valore letterario; Dusi Francesco, DALL'ADIGE ALL'ISONZO TRE ANNI DI GUERRA CON LE BRIGATE MANTOVA, MILANO E PALERMO (Milano, Agnelli 1924); Guzzardi Giovanni, DAL PAL PICCOLO AL MONTE CENGIO, MEMORIE DI UN FIGLIO DELL'ETNA (aprile 1915 - agosto 1916) (Catania, Giannotta 1918); Caporali Tito, MEMORIE giugno 1926 nel decimo anniversario della morte sul campo. Monte Ciove 13 giugno 1916 ( Schio, Marzari 1926). Opere che raccolgono epistolari di guerra (a parte le note lettere di Cesare Battisti) e che citano l'offensiva austriaca nel Trentino non ve ne sono. Qualche breve cenno viene fatto in : COL CUORE E CON LA SPADA - LETTERE DEL GENERALE ACHILLE PAPA (Milano, Savallo 1938); Guerrieri Filippo, LETTERE DALLA TRINCEA (Trento, Manfrini 1969) con lettere di un fante della Bisagno, dallo sbarramento di Val d'Astico e dal paese di Velo d'Astico; Margheri Federico, LETTERE DI UN CAPORALE DELL'84° FANTERIA, 3° COMPAGNIA, ZONA DI GUERRA (Firenze, Bemporad 1916) un componente della brigata Venezia in val Sugana; Massa Pierino, LETTERE DALLA FRONTE (1915-1917), (Tip. Stab. Artisti, Genova 1917); Le opere seguenti non sono memorie personali, ma citano memorie personali altrui riferendo la storia di una unità militare (brigata, reggimento o battaglione) o di un evento bellico vissuto da vicino. Spesso sono state redatte come storia ufficiale di corpo o come saggio riepilogativo di una operazione o di un anno di guerra conservando toni epici e scarsamente obiettivi. Tra di essi citiamo : Laria Sante, FIAMME GIALLE D'ITALIA (MIlano, Alfieri e Lacroix 1930) in cui si trova anche la cronistoria della Guardia di Finanza in guerra (alcuni interessanti documenti); Dalmazzo Renzo, I BERSAGLIERI NELLA GUERRA MONDIALE (Bologna, Cappelli,1934) antologia bersaglieresca che narra ampiamente dell'arresto della Strafexpedition in Asiago-Kaberlaba. Tuttavia il comportamento dei protagonisti appare troppo eroico e le perdite austriache troppo numerose per essere quelle di un esercito in quel frangente vincente; Chiolini Luigi, LA DIFESA DEL MONTE GIOVE (NOVEGNO) NEL GIUGNO 1916 (in Rassegna dell'Esercito Italiano, Roma, anno 1924, volume II, fasc. 5-6) articolo ripreso anche nel saggio di Pino Marchi, Non toccarono il verde piano, Schio 1975 e nel fascicolo Quando i cannoni tacciono, Schio 1986; Marchi Pino, NON TOCCARONO IL VERDE PIANO Cronache della battaglia di Monte Novegno maggio - giugno 1916, (Schio, 1968 - 1975) interessante antologia comprendente parti del Diario di guerra della 35 divisione di fanteria (brigate Ancona e Cagliari) perno della vittoria difensiva che riuscì ad arrestare la Strafexpedition; Pennella gen. Giuseppe, DODICI MESI AL COMANDO DELLA BRIGATA GRANATIERI VOL II Monte Cengio - Cesuna (Roma, Tipografia del Senato 1933) importante memoria redatta certo con stile elaborato. In ogni caso l'autore porta essenziali contributi alla comprensione degli avvenimenti e cita altri diari; LIBRO D'ORO DEL 1°REGGIMENTO GRANATIERI DI SARDEGNA (Roma, Poligrafico Amministrazione della guerra 1922) Giacchi Col. LIBRO D'ORO DEL 2° REGGIMENTO GRANATIERI DI SARDEGNA (Roma, Egeria 1921) due volumi celebrativi con elenchi dei caduti e delle benemerenze, ma che presentano cartine interessanti e qualche utile dato; Liverani Antonio, LA BRIGATA VENEZIA (83°-84° REGGIMENTI FANTERIA) NELLA GUERRA ITALO-AUSTRIACA 1915-1918 (Firenze, Barbera 1920) con vivaci resoconti sul fronte secondario della Val Sugana; Motzo Leonardo, GLI INTREPIDI SARDI DELLA BRIGATA SASSARI (Cagliari, Nuraghe 1930) capostipite dei testi celebrativi della unità. É un lavoro molto interessante se confrontato con le altre memorie sulla brigata sarda; La Scala Giuseppe, DIARIO DI GUERRA, DI UN CAPPELLANO METODISTA DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE, a cura di G. Vicentini, (Claudiana, Torino 1996) È il diario anche di un artigliere schierato alla difesa della Bocchetta di Portule in maggio 1916; vivace e piacevole alla lettura; Fois Giuseppina, STORIA DELLA BRIGATA SASSARI (Sassari Gallizzi, 1981) interessante saggio storiografico che presenta i diari ufficiali della brigata nonché testimonianze letterarie ed orali. Il saggio dà un completo resoconto sulla memorialistica riguardante la brigata biancorossa; Graziani Alfredo, FANTERIE SARDE ALL'OMBRA DEL TRICOLORE (Sassari, Gallizzi 1987, ristampa) una memoria molto interessante che è stata a volte ingiustamente tacciata di troppa osservanza ai dettami del regime fascista in quanto a descrizioni. Merita una lettura molto attenta; Gray Ezio Maria, CON LE FANTERIE SARDE (GIORNATE SULL'ALTOPIANO E SUL PIAVE), (Firenze 1918) si colloca nel filone delle opera che esaltano la figura dei combattenti. L'autore, futuro deputato fascista, merita comunque una lettura; Alfani Gen., ALBO D'ORO 111° REGGIMENTO FANTERIA BRIGATA PIACENZA ( Firenze, Barbera 1919) contenente alcune note sui combattimenti del giugno 1916 al monte Tondarecar e Mosciagh nonché alcune inesattezze sull'attacco a Casera Zebio; Nesi Mario, PASUBIO (20-24 MAGGIO 1916). NEL SECONDO ANNIVERSARIO DEL BATTESIMO DEL FUOCO DELLA BRIGATA VOLTURNO (217°-218° REGG.FANT.) (senza data, a cura del comando 217 fanteria, Ufficio del Centro di Collegamento) con scarse note e una lunga ode celebrativa; Sfondrini Mario, 154 REGGIMENTO FANTERIA DIARIO EPISODICO DI GUERRA (DE HORSUM NUNQUAM) (Torino, Istituto Nazionale per le biblioteche dei soldati 1921) storia di guerra della brigata Novara impegnata a Tonezza e sul Cengio; MEMORIE STORICHE DEL 36° REGGIMENTO DI FANTERIA "PISTOIA" (Modena 1931 Ferraguti) con storia dell'impiego in Val d'Astico; Murari Dalla Corte Brà gen. Vittorio, SUL FRONTE DELLA PRIMA LINEA DELLA 34° DIVISIONE CON LA BRIGATA IVREA (Torino, Casanova 1922) ci lascia una preziosa e retorica testimonianza prima delle "avventure" della brigata Ivrea dal Costesin all'Assa e poi, come comandante della divisione citata, resoconti sulla Strafexpedition ad Asiago. Dello stesso autore vi sono alcuni saggi storico-geografici molti interessanti e di difficile reperibilità (Murari dalla Corte Brà Vittorio, STUDI STORICO-MILITARI SULLA GUERRA ITALO-AUSTRO-UNGARICA, MEMORIE DI VITA MILITARE, Torino, Casanova 1923); Tommasi Giuseppe, BRIGATA SASSARI NOTE DI GUERRA (Roma, Tipografia Sociale 1923) storia della brigata pluridecorata sotto forma di annotazioni giornaliere. La presenza delle date collocherebbe quest'opera più nel capitolo diari anche se sembra più utile accorparla assieme alle altre memorie sulle imprese della Sassari; Ricci Armani gen. Armano, PER LA STORIA DELLA DIFESA DELLA VAL LAGARINA,(maggio-giugno 1916) (operazioni della 37° divisione)( Roma, Provveditorato Generale dello Stato, 1920) rappresenta in pratica l'unica testimonianza ufficiale delle operazioni nella zona davanti a Rovereto; Renzi col. Manfredi, IL 62° REGGIMENTO FANTERIA AL PASSO DI BUOLE (19-31 maggio 1916) (Parma,"La Bodoniana" 1924) opera celebrativa e di scarsa utilità storica; Pecchio Mario, TERMOPILI ITALIANE (Passo di Buole 19-31 maggio 1916) in Rivista di fanteria (Anno II, n.10. Ottobre 1935) articolo rievocativo dei combattimenti a passo Buole di tono decisamente retorico; Benedicenti Carlo, IL 61° FANTERIA NELLA GRANDE GUERRA (Parma 1925 Fresching) una particolareggiata memoria di uno dei reggimenti della brigata Sicilia al Passo Buole; AI SOLDATI DEL 43° FANTERIA. PER RICORDARE ... (Città di Castello, Tip. Leonardo 1919) piccolo opuscoli con scarsi riferimenti all'impiego della brigata Forlì; Grazioli Francesco Saverio, IN GUERRA COI FANTI D'ITALIA (Roma, Libreria del Littorio 1931) descrive le gesta della brigata Lambro e delle sfortunate azioni sull'altopiano dopo che il fronte ha raggiunto Asiago; Fiocca Ildebrando, STORIA DEL 44° REGGIMENTO FANTERIA FORLI'(Saluzzo, Richard 1934) cronaca delle battaglie ad Asiago e sul monte Zovetto; Franchi Giulio, PICCOLE LUCI NELLA GRANDE GLORIA (Torino, Ed. dell'Eridano 1936) memoria retorica del comandante del 43° reggimento fanteria Forlì; Toccolini Alberto Mario, MONTE ZOVETTO martirio e gloria della brigata Liguria (Piacenza, Porta 1923) narrazione vivace ed interessante ma costellata di molti luoghi comuni. Altre opere sulla brigata dello Zovetto e del Pasubio, che si aggiungono a quella di Coda già citata, sono le seguenti; Cardini C., "LEONI DELLA LIGURIA" DEL 157° REGGIMENTO FANTERIA NELLA GUERRA ITALO-AUSTRIACA 1915-1918 (Bengasi, Società Arti Grafiche 1937); Lerda F., IL 157° REGGIMENTO FANTERIA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE (Genova, Tip.Foce 1958); Valletti M., Borgnini M., LA BRIGATA "LIGURIA" (Civitavecchia, Vergati 1933); D'Andrea Ugo, I BIVACCHI DELLA GLORIA. TRE ANNI CON I FANTI DELLA BRIGATA "LIGURIA" (Milano, L'Eroica 1919) opera decisamente retorica ; Bucci di Santa Fiora, GIUSEPPE RUSCA E LA BRIGATA LIGURIA (Genova, Officine Bozzo e Coccarello 1918) ancora sul combattimento allo Zovetto di Cesuna ; Canetta Carlo, FIAMME DI GUERRA CON I FANTI DELLE BRIGATE LIVORNO E LOMBARDIA (Intra, Airoldi 1930) che va verificato per la descrizione del periodo del 1916 in quanto la Livorno non ebbe a combattere in Trentino; BRIGATA CATANZARO - 141° REGGIMENTO FANTERIA (Milano, Bestetti e Tumminelli 1920) storia della brigata pluridecorata con episodi di guerra vissuti anche sull'altopiano di Asiago; Zamboni Adolfo, IL 141° REGGIMENTO FANTERIA NELLA GRANDE GUERRA (Padova, Draghi 1929) ancora sulla brigata Catanzaro; Robbiati Piero, MELETTE 1916 (Roma, 10° Reggimento Alpini, 1934) testimonianza sui duri scontri alle Melette con i bosno-erzegovesi. Qualche passo si trova nell'antologia 1916 mancò un soffio a cura di G. Pieropan op.cit. Milanesio Ettore, BATTAGLIONE SETTE COMUNI (Roma, 10° reggimento alpini 1934) impegnato nel recupero della piana della Marcesina dopo la ritirata austriaca; Brunello Franco, BATTAGLIONE ALPINI "VICENZA" (Schio, Pasqualotto ora Rossato, 1981) opera interessante con alcune testimonianze orali e richiami ad altri diari; Brunello Franco, BATTAGLIONE ALPINI "VAL LEOGRA" (Schio, Pasqualotto 1984) come il precedente è una sintesi storica del battaglione; Regazzola Luigi, BATT. MONTE BERICO collana Gli Alpini difronte al nemico (Roma. 10° Regg.Alpini 1937) ricostruzione storica "nutrita della cronaca di ogni nostra giornata di guerra..." redatta per colmare le lacune di una precedente opera commemorativa; Marconi Pirro, BATTAGLIONE MONTE BERICO (Roma 1923); Danioni Carlo Mario, RIEVOCAZIONI STORICHE DEL BATTAGLIONE ALPINI "MONTE BERICO" (guerra 1915-18) (Milano, Ripalta 1966?) memorie storiche desunte dal Diario storico di battaglione e da altri diari di guerra; Opere che spesso sono collegate a realtà
locali risultando in antologie miste con testimonianze, saggi storiografici
e memorie intese anche come oral history tramandata sono: Foresti Fabio, Morisi Paola, Resca Maria, ERA COME A MIETERE Testimonianze orali e scritte di soldati sulla Grande Guerra (S.Giovanni in Persiceto, Bologna 1982) con testimonianze di soldati emiliani; ARSIERO ED IL SETTORE ASTICO-POSINA NELLA GUERRA 1915-1918 (Arsiero, Fuga 1966) interessante piccola antologia che contiene testimonianze varie tra cui Sgombero di Posina di don Francesco Lappo, maggio 1916, Cronistoria della parrocchia di Laghi di don Giuseppe Mutterle, Pagine di cronaca di don Innocente Stella da Velo d'Astico, Lo Sgombero di Arsiero di don Giuseppe Busato, Mesti ricordi del Maggio 1916 di Mons.Francesco Dal Santo, I terribili di Arnaldo Fortini, Dall'altopiano di Tonezza all'Aralta di Francesco Marconi di Velo d'Astico e in trincea sull'altopiano di Giovanni Dalla Fontana di Arsiero; Quarra Alberto, ZUGNA 1916 (Roma 1975) una interessante ricostruzione sui combattimenti in Vallarsa ed in particolare su quelli della dorsale del monte Coni Zugna; De Mori Giuseppe, VICENZA NELLA GUERRA 1915-1918 (Vicenza, Rumor 1931) grossa opera redatta da un giornalista, testimone oculare delle vicende dell'offensiva austriaca. De Mori si avvale tuttavia di documenti e saggi ed altre memorie per svolgere la propria narrazione. E' senza dubbio molto importante per capire cosa significava la Strafexpedition nelle retrovie. Antologie letterarie di racconti o leggende patriottiche spesso di notevole valore stilistico ma privi di attendibilità storica sono: Operti Piero, SACCHETTI A TERRA (Torino, Paravia 1943) piccola raccolta di raccontini vivaci e un tempo noti. Si leggono volentieri ma non sembrano molto attendibili; Ambrosin L., RACCONTI DI GUERRA Maggio 1915 - Novembre 1916 (Torino, Lattes 1917). Vi sono poi molti lavori di memorialistica che non sono tratti da testimonianze di combattenti ma che sono RIFLESSIONI DI GUERRA e REPORTAGE di tipo giornalistico scritti da addetti ai lavori, militari e giornalisti inviati di guerra. Tra questi annoveriamo: Low Sidney, ITALY IN THE WAR (London, Longmans, Green and Co. 1916) l'autore, storico di fama, visitava il fronte italiano nel giugno e luglio 1916 invitato dallo Stato Maggiore Italiano relazionando nel successivo ottobre con questo volume non tradotto in lingua italiana. Interessante è il passo a pag. 197 in cui riferisce le proprie impressioni sul nostro esercito e quello di pag. 140 intitolato "passeggiata sui monti del Trentino"; Repington Court, THE FIRST WORLD WAR 1914-1918 (London, Constable 1920) è un vero e proprio diario molto circostanziato del famoso critico militare del Times di Londra. Parla di un viaggio in Italia nel giugno 1916 e descrive vivacemente alcuni personaggi militari italiani del periodo della Strafexpedition; Vaucher Robert, AVEC LES ARMEES DE CADORNA, (Paris, Payot 1916) corrispondenza di guerra scritta per il giornale L'ILLUSTRATION di Parigi. L'offensiva austriaca nel Trentino viene descritta con sufficiente imparzialità e spesso appaiono immagini suggestive descritte in margine alle operazioni militari. In particolare molto bella è la descrizione dell'abbandono della cittadina di Arsiero prima della occupazione austriaca; Barres Maurice, DIECI GIORNI IN ITALIA (Firenze, Libreria Internazionale 1917) che presenta una interessante osservazione del gen. Cadorna pregna di notevole ottimismo sul fallimento dell'offensiva appena iniziata il 15 maggio 1916; Vivian Herbert M. A., ITALY AT WAR (London, Toronto, Dent 1917) viaggiatore, storico e scrittore di libri a carattere etnografico che gli valsero il cavalierato montenegrino e l'ordine di ufficiale serbo di Takovo. Vivian scrisse una memoria di viaggio molto vivace parlando anche della Strafexpedition a pag.151 XVII. THE AUSTRIAN RAID; Barzini Luigi, LA GUERRA D'ITALIA (gennaio-giugno 1916), (Milano ,Treves 1917) cronache di guerra del famoso giornalista; Fraccaroli Arnaldo, L'INVASIONE RESPINTA (aprile-giugno 1916) (Milano, Treves 1916) diario di inviato al fronte. Resta un lavoro scritto di getto obbedendo ai canoni della propaganda e intriso di luoghi comuni che ne diminuiscono il valore storiografico. Ad esempio quando descrive i contadini dell'alta Val Leogra e di Valli dei Signori (l'attuale Valli del Pasubio) intenti al lavoro dei campi sotto il bombardamento degli obici pesanti, l'autore si scontra contro le stesse testimonianze orali della gente del luogo (N.d.R.- sgomberata per lo più in provincia di Padova dopo la perdita italiana del Col Santo - testimonianza di Maria Stella Roman età 92 di Valli del Pasubio ed abitante ora a Valdagno). BIBLIOGRAFIA1) Isnenghi Mario - Il mito della Grande Guerra,
Bari, Laterza 1970; |
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