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guerra in val d'Astico e sul fronte delle fortezze

cronologia degli eventi ANNO 1915

23 maggio 1915
L'intero territorio della provincia di Vicenza viene dichiarato "ZONA DI GUERRA" con obbligo immediato di oscuramento notturno. L'alta Valdastico, dominata dai forti, venne immediatamente sgomberata da Lastebasse-Busatti sino a Pedescala. 4000 profughi trovarono ricovero a malo, S.Vito di Leguzzano, Schio , Caltrano, Fara e Breganze: avanguardia dell'esodo di maggio 1916.
I profughi trentini furono avviati progressivamente dal 25 maggio verso il Tirolo, l'Austria superiore e la Boemia. Esaurite le abitazioni civili sorsero vere e proprie baraccopoli simili a campi di concentramento, per alloggiare i "Taliani".

19-24 maggio 1915
Il 19 maggio mobilitano 75 SSch. di Lavarone, 118 SSch. di Pedemonte ed una settantina di Folgaria che si affiancano alle guarnigioni dei forti (300 uomini circa) ed ai 360 soldati del btg. Meran I. Oltre al Meran I anche gli Standsch. dello Sterzing presidiano il fronte a Vezzena, il Glorenz a Cost'alta, il X btg. marcia del I Landesch. e una comp. del II Landessch. Gli italiani presentano la 34ª div. (gen. Oro).

25 maggio 1915
Aprono il fuoco i forti e le batterie italiane. Alle 16 del pomeriggio il primo colpo italiano del  forte Verena colpisce le contrade vicino a forte Gschwendt. L'artiglieria italiana colpisce dalla mattina.

28 maggio 1915
Giornata nefasta per forte Luserna. Percosso da tre giorni di violenti bombardamenti il forte inalbera bandiera bianca. La reazione concentrica dei vicini forti Verle e Oberwiesen impedisce agli italiani di occupare l'edificio. Il comandante ceco del forte Lusern, Nebesar, verrà processato per viltà e tradimento ma sempre assolto invocando la malattia mentale.
Le prime scariche di mitraglia nella Valdastico avvengono nelle contrade sopra Casotto. Il primo caduto, un veneziano della brigata Roma, venne trasportato a Pedescala, dove non tutta la popolazione era ancora partita. Il sindaco Casentini rese semplici e commoventi onori.
Il cielo della valle si copre di una nuvola di fuoco per il duello delle opposte artiglierie.

30 maggio 1915
Primo attacco della brigata Ivrea contro le posizioni avanzate austriache di Costesin e Vezzena. L'azione viene frustrata dalle mitraglie avversarie. Standsch. di Casotto in Valdastico catturano 57 prigionieri bloccando gli italiani con una frana di pietrame
Anche la 63ª comp. del Bassano tenta senza successo l'attacco allo Spitz perdendo 37 alpini. Il Val Brenta occupa la dorsale di Marcai ma è costretto a ritirarsi.

1 giugno 1915
Occupato monte Maggio sulla linea di confine. Si proseguirà poi con l'occupazione dell'altopiano dei Fiorentini.

8 giugno 1915
Nella notte tra il 7 e l'8 giugno viene permanentemente occupato il fortino di Spitz Leve (q. 1857) abbandonato dagli austriaci e tutto il costone di Marcai.

9 giugno 1915
Reparti austriaci attaccano monte Maggio presidiato da italiani del 72º regg. Puglie e due comp. del btg. alpini Vicenza.

10 giugno 1915
Arrivano i mortai da 305 austriaci a Cost'Alta. Iniziano i tiri ed alle 16 un tiro lungo colpisce Ghertele. Si cerca di inquadrare il temibile forte Verena.

12 giugno 1915
Attacco austriaco a monte Coston dove 100 soldati del 72º Puglie, in difese mal improvvisate, perdono la cima del monte.
Gli austriaci hanno piazzato una batteria di mortai da 305 mm con lo scopo di controbattere i fastidiosi tiri dei forti italiani. Una granata sconvolge il Verena causando la perdita di 44 artiglieri. Da allora i forti in linea verranno gradualmente disarmati.

13-17 giugno 1915
Contrattacchi italiani a monte Coston. Tentativi vani. Anche un attacco austriaco contro monte Pazul viene respinto in Pasubio.

22 giugno 1915
Un reparto misto di genieri e fanti del 115º regg. si scontra con austriaci usciti da forte Verle. La polveriera di Forcella Molon salta in aria per commozione. Le artiglierie italiane lamentano due mortai scoppiati (un 210 ed un 280), 2 cannoni del Verena da 149A Schneider fuori uso, un pezzo da 149A di forte Corbin e 4 mortai da 280 di Campomolon danneggiati. Non ci sono più armi per martellare i forti. Pochissime le sezioni di mitragliatrici, quasi tutte di cavalleria appiedata.

2 luglio 1915
Ordine del C.S. italiano di togliere le artiglierie dai forti esposti ai tiri nemici ed utilizzarle all'esterno. Non ci si fida dei criteri costruttivi scelti e dei nuovi 305 nemici.
Il V btg. RGF entra in linea nell'alta Valdastico alle dipendenze del 71º regg. fant. Puglie.

16 agosto 1915
Ordine del comando V corpo (Zoppi) che assegna via libera ad iniziative divisionali.

24 agosto 1915
A difesa del terreno davanti ai forti di Vezzena e Verle gli austriaci schierano i volontari dell'Alta Austria (la IV comp.) appena giunti di rinforzo alle 8.45 (comanda il settore il magg. Rauch). Il cannoneggiamento italiano è molto forte e dura sino a notte. La zona è tutta illuminata dai razzi bianchi.
Dopo un violento bombardamento contro i forti di Verle e Vezzena la 34ª div. italiana attacca, alle 22, il fronte.
L'azione dei reparti dei btg. alpini Bassano e Val Brenta viene respinto dalle mitraglie imperiali. Alle 3 di notte il fronte nord è tranquillo e la lotta si concentra nel settore del Costesin.

25 agosto 1915
Il combattimento dura tutta la notte ma senza alcun risultato. Dalle 3 alle 4 di notte attacca la brigata Treviso ad ondate sotto il fuoco di rappresaglia austriaco ora concentrato sul Basson. Si contano quattro assalti con gravissime perdite.
Gli italiani perdono nell'azione 200 morti, 246 prigionieri e 108 feriti e prigionieri tra i quali il col. Riveri, c.te del 115º regg. (corrispondono alla cifra terribile di 575 dispersi accusata dal 115º che perse pure altri 39 morti recuperati dagli italiani, 468 feriti rientrati in linea e 25 feriti del 116º. In totale la Treviso perse 1107 soldati nella cruenta azione). Perdite austriache nulle o irrisorie.
La brigata Ivrea ha concorso all'azione attaccando le testate delle valli Rio Torto e Scuro. 234 uomini fuori combattimento permettono comunque di trincerarsi nelle posizioni raggiunte sull'altro costone di Millegrobe.
Reparti della Novara (154º) hanno attaccato monte Coston con gravi perdite e senza svellere i reticolati intatti. I cannoni italiani sono pochi ed inefficaci.

18-20 settembre 1915
Attacchi e contrattacchi austriaci tra Malga 2 Posto e Soglio d'Aspio.
Il 2º regg. bersaglieri e la brigata Novara accerchiano monte Coston per attaccarlo nei giorni successivi.

23 settembre 1915
Monte Coston viene occupato.

29 settembre 1915
Il comando della 1ª armata italiana approva nuove disposizioni offensive suggerite dal gen. Zoppi c.te del V cda.

3-4 ottobre 1915
La  9ª divisione italiana inizia l'attacco alla linea Plaut-Dürer.  Nessun risultato.

7-8 ottobre 1915
Attacco del 2º btg. bersaglieri ciclisti contro Pioverna Alta. Reticolati intatti.

19-22 ottobre 1915
Continua l'inutile attacco del V cda sull'altopiano di Folgaria. Il 79º fanteria della Roma assalta la linea Plaut-Bocca di Val Orsara assieme al 41º btg. bers. La brigata Milano (159-160) attacca il trincerone in cemento della ridotta del Dürer. Le ostilità continuano sino al 22 ottobre, inutilmente rinforzate dal 153 Novara.
A Vezzena si svolgono azioni secondarie.

27 ottobre 1915
L'attacco a Folgaria ha distolto truppe da Lavarone per cui i comandi italiani tentano di approfittare della situazione lanciando un attacco contro Millegrobe. Solo il 116º fant. ottiene qualche progresso a Millegrobe.

29 ottobre 1915
Respinto un contrattacco austriaco a Millegrobe.

5 dicembre 1915
Reparti del 115º fanteria occupano cima Norre a sudovest del forte Luserna sulla destra della Val Torra.

8 dicembre 1915
Al V btg. RGF si affianca il IX btg. formando il Regg. Provvisorio GdF poi Primo Gruppo (in maggio 1916 sarà raggiunto dal XVII btg.). Il comando del IX btg. si trasferisce a Casotto Alto. La sua 27ª cp. occupa Belfiore con un plotone a Cogolani ed uno a Tre Casette. Una cp. si stabilisce a Casotto.

Inverno 1915-1916
La linea di Vezzena diviene un modello di linea difensiva moderna appoggiata alle fortezze.
 

 

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